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Juls
3 - Essere almeno alla seconda stesura del romanzo

Giusto per essere chiari: NON significa che dovete averlo riletto un paio di volte e messo qualche correzione. Stesura = riscrittura.
Ovvero scrivete la parola fine, lasciate passare del tempo, rileggete il romanzo sottolineando gli aspetti che più vi soddisfano e quelli meno e... Ricominciate a pagina bianca.
Stephen King suggerisce di lasciar passare almeno 6 mesi dalla prima stesura a questa seconda.
Fidatevi, si vede subito quando un testo è buttato giù di getto o è stato riscritto e lavorato. E questo elemento può davvero fare la differenza. Specialmente se lo scrivete nella lettera all'editor.
Juls
2 - Non scrivere di sé a meno che si sia scalato l'Everest con il solo ausilio dei denti

Altra regola all'apparenza banale ma che, vi assicuro, non lo è affatto.
Tra letture professionali e come giurata, quasi l'80% di quello che ho letto era di natura autobiografica o spiccatamente tale anche se lo scrittore si celava dietro un altro personaggio (di solito quand'è così mi spiace, non la date a bere a nessuno!).
Il problema è che tutti noi pensiamo di aver avuto una vita speciale, o almeno elementi di essa che possono esserlo...
La ragione per cui scrivere di sé nell'80% delle volte non funziona è duplice:
- Solitamente agli altri non gliene frega nulla di quello che noi invece riteniamo importante;
- Le cose che abbiamo vissuto difficilmente riusciremo a modificarle per piegarle alla materia narrativa. Risulteranno quindi nella migliore delle ipotesi artefatte, finte (la risposta principale alle critiche poste su questi romanzi: "ma è successo davvero". Sì, ma questo non lo rende narratibizzabile).

Bisogna avere uno stile unico per riuscire a rendere interessante il nostro vissuto e, scusate la franchezza, solo un 5% di esordienti lo possiede al primi romanzo. Oppure ovviamente avete scalato l'Everest con i denti.

E allora? Se avete seguito o letto un corso di scrittura creativa o avuto modo di ascoltare/leggere un autore che parla della scrittura saprete che spesso viene detto "scrivete di ciò che conoscete".
Ecco... Questo NON vuol dire che dovete partire scrivendo cose autobiografiche, ma che in qualunque bizzarra trama inventiate è importante che non la ambientiate in finlandia se non la conoscete affatto, ma in un luogo a voi familiare, di cui conoscete gli odori, il clima, le peculiarità nella parlata. E allo stesso modo date ai vostri personaggi caratteristiche che ben conoscete e amate (o odiate!) in chi vi sta attorno.

Pensate a Tolkien o anche a Camilleri e a come, pur trattandosi di letteratura di genere, i loro romanzi abbiano così grande impatto: non è un caso, ve l'assicuro.

Questo non vuol dire che se vi preme raccontare di una cosa in particolare non dobbiate farlo: costruiteci però qualcosa attorno, si tratti di una trama di genere o meno, ma che sia sufficiente ad "allontanare" da voi ciò che raccontate.

Se invece avete scritto di voi e non volete cambiare una riga della storia, mettete per ora quel romanzo da parte e avventuratevi in un'opera di fantasia.
Vi aiuterà anche nel migliorare la vostra scrittura, cosa che vi tornerà utile quando e se, più rodati, vorrete affrontare l'autobiografia.

Juls
Ed eccoci qua.
Prima di iniziare vorrei fare però una piccola, ulteriore, premessa: quella che vi ho descritto è la situazione delle case editrici che conosco/di cui mi hanno parlato, ovviamente ogni regola ha la sua eccezione. Ad esempio so che le Edizioni e/o nel 2010 hanno aperto per un arco di tempo di qualche mese l'invio di manoscritti, e che c'era qualcuno di dedicato alla lettura.

Ma, ordunque, veniamo a noi...


1 - Leggere almeno 5 libri all'anno

Banale, vero? In realtà miei cari lettori non lo è per niente: in Italia ci sono più persone che scrivono di quelle che leggono. Com'è possibile, vi chiederete voi (me lo sono chiesta anch'io)?
Beh molta gente scambia il fatto di conoscere la lingua con la capacità di scrivere narrazioni...
Io scrivo, leggo e parlo inglese ma questo non significa che sappia scrivere in senso letterario, in questa lingua.

Se non leggi come fai, senza termini di paragone, a sapere se un personaggio è interessante o trito? Se i tuoi giri di frase hanno la forza che avresti voluto dargli?
O molto più semplicemente: come fai a sapere se è buono quello che hai scritto o fa cagare se non sai neanche cosa ti piace? Insomma, non-lettori ma aspiranti scrittori: studiate (piacevolmente) la concorrenza. Così svilupperete spirito critico e capirete cosa cercano le case editrici oggi in Italia. E soprattutto: anche se vi piace un particolare genere narrativo, non fossilizzatevi. Variare è fondamentale per approfondire linguaggio e ritmo.

Non vi sto dicendo di spegnere il pc e lanciarvi a comprare Proust, però se vi piace il giallo, non vi siete mai persi una puntata della signora Fletcher, iniziate sì a leggere da Nesbo alla Christie, senza dimenticare quell'ottimo cesellatore che è Carofiglio, ma lasciatevi vagare anche in altri territori. Ridete amaramente con "Il mondo deve sapere" della Murgia o lanciatevi, perché no, anche in un Fabio Volo. Insomma, cose che vi piacciano ma tocchino generi diversi.

Non credete di averne bisogno? Andate nel vostro romanzo e contate con gli strumenti di word quante volte avete usato il sostantivo "cosa", e poi ne riparliamo!
Juls
Arrivare in tempo per prendere un treno e non riuscire a salire perché è troppo pieno.
Mi sembra la metafora della vita di oggi. A voi no? Della mia almeno.

Ma non sono queste le misure che non tornano. È che ho passato la giornata cercando di far quadrare misure di pagine di pdf e c'è stato sempre quel qualcosa in altezza o larghezza che non tornava, acciderbolina!
Ci sono quelle giornate così, in cui c'è sempre un intoppo. Tipo, "arrivo a casa mezz'ora prima" e il treno è pieno e non riesci a salire, "lavoro da Vercelli a Milano" e il treno è ... pieno. E stai in piedi.


Days like these insomma. Niente di eccitante da raccontare, però. A parte che dopo venerdì, dopo LibrInnovando, io sono proiettata verso altri lidi, oggi ho fatto un sacco di fatica a non arrivare in ufficio e dichiarare "ok ora dieci minuti di confronto serrato su questi fantastici temi!".
Per altro non avrei altri che i miei colleghi per confrontarmi su queste cose. Ma sono discorsi riservati alle pause pranzo, I fear. Come posso pretendere che tutto si fermi per ascoltare la sottoscritta? E nel contempo come faccio a spiegare ai miei amici che forse il futuro dei libri per bambini è davvero nelle app interattive?


Ma veniamo a Librinnovando
Va premesso che non ero mai stata ad un evento interamente dedicato all'editoria digitale. E potrete ben capire, essendo quello l'argomento della mia fu prima tesi ("fu" perché il contratto del mio relatore non fu rinnovato e la sottoscritta ha cambiato metà) l'entusiasmo non era poco. È bastato lo schermo-tweet wall per andare in estasi. E il fatto che un po' il filone della giornata è stato quello, saggio, che appoggio da tempo. Ovvero "ok amiamo tanto il libro di carta tradizionale e la comunicazione tramite giornali, ma solo per questo non dobbiamo scoprire e provare quello che i offre il futuro? Vediamo, prima di gridare al demonio o arroccarsi su posizioni a un estremo o all'altro. Vediamo quel che si può realizzare.
La giornata ha coperto molt argomenti a me molto cari: social reading, ebook 3 o app, l'uso dei social media nella comunicazione, quello che si sta facendo e si potrebbe fare, il ruolo dei blogger come fari nell'oceano delle migliaia di nuove uscite che ci sommergono ogni anno, il ruolo dell'autore, che in Italia cambia MOLTO più lentamente, il self-publishing (gioie e dolori!) e molto molto altro. Non credo di riuscire a riassumere tutto, soprattutto visto che sto completando questo post a distanza di due mesi, ma credo anche che la sintesi migliore sia... Andateci, a questi eventi. Anche se pensate che il digitale sia un abominio, è nel nostro futuro. E per quanto possiamo saperne, non sarà mai come sentire le esperienze diverse degli operatori del settore.
A esempio, sapevate che i bambini imparano la favola dei tre porcellini con una app interattiva? Meglio mamma che legge e fa le voci? Ovvio! Però volete mettere rispetto a un cartone animato?
E soprattutto... Secondo voi che se ne faranno i bambini di oggi, una volta cresciuti, dei libri cartacei?
L'idea di perdere la carta mi fa impazzire, ma non per questo devo fare il gioco delle tre scimiette...

Let's think about it!








La canzone del giorno... "Don't stop believin'".
Ebbene sì, sono una patita di Glee. Una stagista pendolare deve pur sorridere una volta a settimana!











Juls
Ho deciso, per riempire i giorni che ci separano dalla fine di questo blog (magari tornerò a fare la pendolare ma, ahimé, la stagista è proprio impossibile. A meno che torni all'università... Il che vedo alquanto improbabile) allietandovi con dieci regolette utili per coloro che hanno o progettano un manoscritto nel cassetto.
Ovviamente si tratta di cose, all'apparenza anche banali, che ho imparato durante la mia esperienza sia in casa editrice che come editor e lettrice freelance. Per dare una mano a chi ci vuole provare, ma anche nella speranza che certe castronerie la gente inizi a evitarle.

È necessaria però una piccola premessa, lo svelamento di un segreto di pulcinella.
Molta gente pensa che nelle case editrici ci siano plotoni di persone assunte solo per leggere libri. Ebbene mi duole deludervi: non è così (tranne forse nella grande M, ma non sono sicura), almeno non in Italia. Ci sono professionisti, gli editor, che valutano i testi e con l'autore ci lavorano. Ma in molte case editrici medio-piccole sono anche redattori, quindi il tempo dedicato alla lettura è davvero esiguo.
Non solo: anche nelle case editrici piccole arrivano ogni giorno decine di titoli. Figuratevi quelle medio-grandi. E questi gli invii spontanei. Aggiungetevi gli invii da agenzie letterarie e, se la casa editrice pubblica stranieri, quelli da scout. Queste due categorie hanno ovvia priorità di solito, per un semplice fatto: qualcuno ha già effettuato una selezione. Ci sono dei lettori professionisti, certo. Ma poiché costano si danno di solito loro cose già scremate, ergo a cui si è potuto dedicare almeno un po' di tempo.

Questo per dirvi di evitare le lamentale tipiche di moltissimi aspiranti scrittori "ci mettono troppo, le case editrici sono cattive, non mi capiscono, etc etc etc".
E cercare piuttosto di seguire il buon senso, e questo piccolo decalogo che vi offro.

Ovviamente non posso offrirvi alcuna certezza, solo la speranza di avere qualche chance in più che qualcuno dia uno sguardo al vostro creaturo.
Juls
Alle volte la geografia della vita è strana.
L'avreste mai detto che due posti possono essere più vicini della somma della distanza da voi percorsa per raggiungerne ciascuno dei due?
A Milano sì.
Parti pensando di essere da una parte e in realtà sei da un'altra.
Cose da wow.
Vorrei che nella mia vita su-e-giù dai treni ci fosse un wow. Una cosa che non ti aspetti.
Well, grossa almeno. L'esemplare di Parlatrice Telefoninichese da Treno qua a fianco non avrei mai detto che alla fine, esausta dal non aver trovato nessuno della sua rubrica che le rispondesse dopo mezz'ora di urlata, tirasse fuori un libro. Pensavo anzi che le Parlatrici Telefoninichesi da Treno facessero parte della razza che legge solo i nomi sulla propria rubrica di coloro con i quali vuole condividere una conversazione che sarà udita da tutta la carrozza.
Se va bene.

E mica un libro così! Un Adelphi, che se ve ne intendete di case editrici sapete che insomma, non sono proprio libri da Parlatrici Telefoninichesi da Treno. Uno direbbe tutt'al più Sophie Kinsella. E invece no.
Che sia una razza in mutamento?
Ho sempre avuto il sospetto che si suddividesse in sotto-speci: le Parlatrici Telefoninichesi da Treno Buzzurre ovvero Coloro Che Non Riescono a Parlare Al Cellulare A Meno di 15-20 db,  e le Parlatrici Telefoninichesi da Treno Semplicemente Esibizioniste.
Voi che ne pensate?

Btw, da Arnold's Coffee accettano i buoni pasto detti anche ticket. La scoperta del giorno!
Qualcosa mi dice che ci andrò molto molto più spesso. Una ragazza deve pur trovare modi per sopravvivere, no?

Juls
... Non perché sia accaduto qualcosa di brividoso, ma perché ho fatto le riprese di Tess Gerrittsen, autrice thriller very famosa in america dai cui libri è tratta una serie tv "Rizzoli & Isle" che sembra stia avendo molto successo. Vi dico solo che un suo romanzo inizia con una storia vera: una ragazza trovata morta in una vasca da bagno che una volta portata in obitorio... Si risveglia nella cella frigorifera. Tipo il mio incubo peggiore.
C'era con lei la Gazzola, che ha esordito con un thriller su un'aspirante medico legale che pare stia andando davvero molto bene, ed era un sacco carini. È quasi un anno che non leggo qualcosa di smaccatamente commerciale (Carofiglio a parte, che sta nel mezzo) e chissà ... Non ho una passione per i thriller ma loro mi sono piaciuto molto entrambe. Forse è che ho un po' voglia di gente che dimostra passione pura per quello che fa più che di qualcuno che mi faccia tremila pippe su cosa dovrebbe essere letteratura o lo scrivere.
Magari non scrivo più per questo. Perché scrivevo per passione e ora scrivo troppo di testa, con troppa paura. Oggi in pausa pranzo, lavorando per l'Altro lavoro, ho buttato giù idee per cambiare una storia che avevo in testa... Ma tanto nulla sembra andar bene.

Se non ve ne siete resi conto vagheggio perché non è successo nulla di cui parlare al lavoro.
Però vi dirò due cose, una stupida e una utile.
Quella utile è: se potete prendete il regionale veloce (sic!) che parte da Torino alle 7.50 e arriva a Milano alle 9.45 e non quello prima... Ci si riesce a sedere anche quando, come stamattina, c'era un treno preistorico!
Quella stupida è che c'è un signore che noto già da un po' la mattina, alla fine del mio binario a centrale. Barba lunga e cardigan beige e chiavi in mano.... Forse è un barbone, ma non ne ha del tutto l'aria. Ho pensato aspettasse qualcuno, ma stamattina anche se son giunta un'ora dopo, era lì... Voglio indagare. Cercatelo anche voi tra la folla, se la mattina passate da Milano centrale, binari circa 4-5-6...
Juls
Iniziamo con le cose importanti.
Se leggete, DOVETE andare qua, se non siete ancora iscritti ad aNobii iscrivervi, e ASSOLUTAMENTE partecipare. Ne va della mia vita, giuro.
http://www.anobii.com/groups/01b61ec4eecfaf17cd/
Se lo fate, siete le mie persone preferite di sempre. Perché questa è la mia occasione, e se funziona potrei ritagliarmi uno spazietto tutto mio in ufficio e potrebbero tenermi, almeno come collaboratrice.
Si tratta di fare il primo Gruppo di lettura online della casa editrice, su un libro che sembra molto bello, "Ogni mattina a Jenin" di Susan Abulhawa. E io lo coordino. E se funziona...

FINE PARENTESI AUTOPROPAGANDISTIC-DISPERATA


E' tardissimo (sono le 22.30) e sto crollando dal sonno per cui vi dirò solo due cose essenziali:
1. Confermato. Se viaggiate sulla Torino-Milano (partenza da torino 6.50) prendete il treno in testa: la tendenza si è invertita, e anche se non si scoppia di posti a sedere, ci si siede. Vi darò comunque conferma a fine settimana.

2. La gente è allucinante. Stasera dietro di me c'era un capotreno seduto che si è messo a parlare a voce talmente alta al telefono che è riuscito a perforare la mia ormai ben spessa bolla di concentrazione (record però superato stamattina dalla bambina-aquila). E non a chiacchierare, o a sgridare qualcuno ma... a finire una storia d'amore. Al cellulare. Su un treno. Ad alta voce. "Se tu ti guardassi davvero dentro...". Ero allibita. E in più il signore era tutt'altro che di primo pelo, e poi dicono a noi. Ma come si fa a discutere i nodi cruciali di una relazione in treno?

Con queste annose domande vi lascio per le mie gocce per le orecchie.
Juls
... da un libro su cui ho lavorato oggi. Giuseppe Caliceti, "Italiani, per esempio" (e mi sono appena sputtanata la segretezza e l'alone di mistero sulla casa editrice... ma tanto nessuno legge questo blog :D). Dizionario che un maestro ha collezionato con definizioni di suoi allievi di nazionalità non italiana o con genitori di nazionalità non italiana. Eccone due che mi hanno colpito molto e volevo condividere con voi:



ITALIA. L’Italia per me è come una casa. Ha il clima abbastanza caldo, solo che sulle Alpi non ha messo il riscaldamento. È una casa pulita, ma in alcune stanze e in cantina c’è disordine e sporcizia. Nella casa ci abitano persone un po’ gentili e un po’ meno. I pavimenti di questa casa li lava l’acqua del mare.

(Tasneem, 10 anni, Pakistan)

ITALIA POLITICA. In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l’altro re è il Papa. Berlusconi comanda l’Italia, il Papa comanda gli italiani. (Lili, 9 anni, Cina)


Juls
Iniziano le bizzarrie di mezza stagione. Un po' caldo un po' freddo. Gente in maglia e gente in imbottito. Tragedie (e questa sono io) per la mancanza di accessori (cappelli) adeguati alla stagione e allo stato post-influenzale... E soprattutto, gli odori.
Perchè non c'è più il freddo a coprire almeno in parte il fetore dei nostri compagni di viaggio.

E così si entra in contatto con una particolare subspecie di fauna: il puzzone griffato.
Era un elemento di cui avevo sentito parlare, ma non avevo mai ... Olfattivamente sperimentato in prima persona. Cotale subspecie, in questo caso specifico di sesso maschile, va in giro super tirata, indossando capi e accessori con i quali potrei comprarmi mezza libreria messi tutti assieme e ... Puzza. In modo abominevole.
Capiamoci, io di puzzo umano me ne intendo. Ho fatto gli scout, ho avuto amici maschi per tutta l'adolescenza (non che ora non ne abbia.. Ma SAPETE di che parlo, no?) e ho frequentato mezzi pubblici e ospedali in abbondanza... Non era puzza da sudore, che in questo periodo specialmente di sera ci sta (ma era mattina) perchè vi sfido a profumare dopo 10 ore in giro. E vi assicuro che non era neppure puzza da problemi di salute, che anche di quella me ne intendo.
No. Era puzza da "non ho proprio idea a che serva quella roba lì che fuoriesce dal rubinetto". Puzza cronica, insomma. Che al di là del fastidio... Ma si rendono conto che la sporcizia finisce per rovinare i vestiti? I vestiti che magari valgono più dello stipendio di quelli di noi (stagisti) che fortunati ne prendono uno (io non sono tra i fortunati...)
...
Vabbè.
Ora che voglio fermarmi alla Feltrinelli per prendermi un libro di Marcello Fois, tra i miei docenti a Mantova, non ho tempo ... Qualche consiglio per uno in particolare?

Le risaie sono pronte per ricevere l'acqua. Osservo la loro terra rivoltata e preparata e non posso non chiedermi quali altre bizzarrie avremo, prima del cambio di stagione vero.
E lasciamo perdere quelle politiche...
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Juls
Dopo una settimana a letto, rieccomi a vagare per treni e mezzi pubblici,ma soprattutto di ritorno al lavoro, due giorni in anticipo rispetto agli uspici della mia doc e anche del mio fisico... Ma se voglio avere la giornata venerdì per iniziare la mia avventura mantovana non potevo proprio passare per una scansafatiche... E quindi eccomi a crollare sulla poltroncina del vivalto delle 18.15, così stracolmo che il capotreno ha appena chiesto di liberare le poltroncine dagli oggetti personali.
Che dire, a parte che sto diventando germofobica? Perché perdincini la gente in metro non si copre la bocca quando starnutisce?
A parte finire (con delusione) "le perfezioni provvisorie" di un Carofiglio che mi sa sente la crisi dei 50, sono stata una larva. Avrei potuto recuperare tremila cose, ma fondamentalmente ho guardato due stagioni di The Big Bang Theory, qualche altro episodio di cose sparse, recuperato film trash e nient'altro... Insomma una larva in forma di larvaggine avanzata. Neppure preparato racconti e cv per Mantova... Farò un'eccezione e vi racconterò pure quest'avventura.

Cos'hanno i lunedì che sembra esserci tanta più gente? Perchè al punto ATM c'è già la coda per fare il mensile? Soprattutto, riuscirò a fare il mensile? E ancora... Qualcuno ha capito il senso della nuova pubblicità antidroga che trasmettono nelle stazioni?

Vi lascio con questi inquietanti interrogativi perché il neurone non collabora...
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Juls
Approfitto dell'affollata saletta della mia dottoressa (ma tutti malati il giorno di mercato?) per illuminarvi sulle mie letture e visioni mentre viaggio. Giusto perché ne sentivate l'esigenza spasmodica, no?

Partendo dalle letture, ho recentemente concluso "Sipario" di Agatha Christie, l'ultima avventura di Poirot. Ottima lettura di viaggio: anche nei momenti peggiori in treno non ho avuto alcun problema a seguire le vicende per altro piuttosto piatte. Soddisfazione nella lettura? Meno di zero, purtroppo. Erano tantissimi anni che non leggevo la Christie ma ne avevo un ricordo migliore. Forse anche per colpa del Poirot di David Suchet la sua figura è sempre magnifica. E anche se la storia è abbastanza piatta, la sua uscita di scena è straordinaria. Magari qualcuno facesse un tale sacrificio per salvare l'Italia *coff*.
Ho iniziato intanto "Le perfezioni provvisorie", di Gianrico Carofiglio. Ottima lettura da treno, almeno negli ultimi due giorni, con il di più di un po' di sano humour. E poi, da quando un mio prof me l'ha fatto scoprire tre anni fa ammetto di avere un debole per lo scrittore conterraneo di mio padre. Ed è proprio vero quello che mi disse il mio prof: è uno straordinario artigiano.
Vi aggiornerò su come va questa lettura.

Visioni, invece.
A parte Glee e Fringe (di cui però sono ancora indietro) ho visto tre nuove serie, Fairly Legal, Harry's Law e Silk, tutte e tre Legal e l'ultima della BBC. Devo dire che per ora, a malincuore, l'unica che non consiglio è Harry's Law, anche se io le darò una seconda chance perchè la protagonista è Kathy Bathes e la serie di prospettive interessanti ne avrebbe... Un'avvocatessa di diritto di brevetti che trascura il lavoro perchè annoiata a morte e viene licenziata la quale, dopo che un ragazzo che tentava il suicidio le piomba addosso e un avversario la prende in pieno con la macchina decide di aprire uno studio in proprio in un negozio o scarpe abbandonato... In una zona malfamata. Con la sua assistente che decide di continuare a vendere le scarpe, il tentato suicida che la convince a difenderlo e il vecchio avversario che si auto proclama suo socio ... Insomma, le premesse ci sarebbero ma le manca qualcosa.
Fairly Legal invece ha per protagonista l'ex co protagonista della bella Life. Ora non ricordo il suo nome ma oltre ad essere bella la ragazza è decisamente versatile, da poliziotta cazzuta in Life a mediatrice legale in questa serie, decisamente ironica Kate si ritrova a vivere sulla barca del padre e dirigere il suo studio legale assieme alla assai giovane matrigna. Tutti nella sua vita sono personaggi del mago di oz, tanto che sul suo smartphone appaiono con le immagini e suonerie adeguate. Un ex marito procuratore (nonchè il marito bellone di Kara in battlestar galactica) un fratello avvocato che ha preferito ritirarsi e le ceneri del padre con cui parlare... Nei primi dieci minuti del pilot Kate convince il rapinatore del drugstore in cui sta prendendo un caffè a prendersi una cassa di birra ed andare. Funny. La seguirò.
Silk intrigante. È la storia di un'avvocatessa molto in gamba il cui obiettivo è guadagnarsi la toga di seta del titolo, ovvero l'avvocatura reale che nomina il sovrano. Casi tosti (una ragazza colombiana che preferisce finire in galera che essere costretta a fare il corriere della droga, la difesa di un violento che è accusato di aver rapinato e picchiato un vecchio) e un tirocinante che ruba toga e parrucca, colleghi che le affidano casi all'ultimo o la fregano in aula, Martha Costello è una tosta, e finora mi intriga. E poi c'è anche Natalie Dormer versione bionda, che per me resta Anna Bolena. Ah e l'assistente di Martha è molto molto MOLTO carino, anche se un pò piccino.

Credo sia tutto. Nel mentre la mia dottoressa mi ha dato il due di picche e mi terrò il mal d'orecchi. La vita di tutti i pendolari è così o solo quella degli stagisti?