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Juls
3 - Essere almeno alla seconda stesura del romanzo

Giusto per essere chiari: NON significa che dovete averlo riletto un paio di volte e messo qualche correzione. Stesura = riscrittura.
Ovvero scrivete la parola fine, lasciate passare del tempo, rileggete il romanzo sottolineando gli aspetti che più vi soddisfano e quelli meno e... Ricominciate a pagina bianca.
Stephen King suggerisce di lasciar passare almeno 6 mesi dalla prima stesura a questa seconda.
Fidatevi, si vede subito quando un testo è buttato giù di getto o è stato riscritto e lavorato. E questo elemento può davvero fare la differenza. Specialmente se lo scrivete nella lettera all'editor.
Juls
2 - Non scrivere di sé a meno che si sia scalato l'Everest con il solo ausilio dei denti

Altra regola all'apparenza banale ma che, vi assicuro, non lo è affatto.
Tra letture professionali e come giurata, quasi l'80% di quello che ho letto era di natura autobiografica o spiccatamente tale anche se lo scrittore si celava dietro un altro personaggio (di solito quand'è così mi spiace, non la date a bere a nessuno!).
Il problema è che tutti noi pensiamo di aver avuto una vita speciale, o almeno elementi di essa che possono esserlo...
La ragione per cui scrivere di sé nell'80% delle volte non funziona è duplice:
- Solitamente agli altri non gliene frega nulla di quello che noi invece riteniamo importante;
- Le cose che abbiamo vissuto difficilmente riusciremo a modificarle per piegarle alla materia narrativa. Risulteranno quindi nella migliore delle ipotesi artefatte, finte (la risposta principale alle critiche poste su questi romanzi: "ma è successo davvero". Sì, ma questo non lo rende narratibizzabile).

Bisogna avere uno stile unico per riuscire a rendere interessante il nostro vissuto e, scusate la franchezza, solo un 5% di esordienti lo possiede al primi romanzo. Oppure ovviamente avete scalato l'Everest con i denti.

E allora? Se avete seguito o letto un corso di scrittura creativa o avuto modo di ascoltare/leggere un autore che parla della scrittura saprete che spesso viene detto "scrivete di ciò che conoscete".
Ecco... Questo NON vuol dire che dovete partire scrivendo cose autobiografiche, ma che in qualunque bizzarra trama inventiate è importante che non la ambientiate in finlandia se non la conoscete affatto, ma in un luogo a voi familiare, di cui conoscete gli odori, il clima, le peculiarità nella parlata. E allo stesso modo date ai vostri personaggi caratteristiche che ben conoscete e amate (o odiate!) in chi vi sta attorno.

Pensate a Tolkien o anche a Camilleri e a come, pur trattandosi di letteratura di genere, i loro romanzi abbiano così grande impatto: non è un caso, ve l'assicuro.

Questo non vuol dire che se vi preme raccontare di una cosa in particolare non dobbiate farlo: costruiteci però qualcosa attorno, si tratti di una trama di genere o meno, ma che sia sufficiente ad "allontanare" da voi ciò che raccontate.

Se invece avete scritto di voi e non volete cambiare una riga della storia, mettete per ora quel romanzo da parte e avventuratevi in un'opera di fantasia.
Vi aiuterà anche nel migliorare la vostra scrittura, cosa che vi tornerà utile quando e se, più rodati, vorrete affrontare l'autobiografia.

Juls
Ed eccoci qua.
Prima di iniziare vorrei fare però una piccola, ulteriore, premessa: quella che vi ho descritto è la situazione delle case editrici che conosco/di cui mi hanno parlato, ovviamente ogni regola ha la sua eccezione. Ad esempio so che le Edizioni e/o nel 2010 hanno aperto per un arco di tempo di qualche mese l'invio di manoscritti, e che c'era qualcuno di dedicato alla lettura.

Ma, ordunque, veniamo a noi...


1 - Leggere almeno 5 libri all'anno

Banale, vero? In realtà miei cari lettori non lo è per niente: in Italia ci sono più persone che scrivono di quelle che leggono. Com'è possibile, vi chiederete voi (me lo sono chiesta anch'io)?
Beh molta gente scambia il fatto di conoscere la lingua con la capacità di scrivere narrazioni...
Io scrivo, leggo e parlo inglese ma questo non significa che sappia scrivere in senso letterario, in questa lingua.

Se non leggi come fai, senza termini di paragone, a sapere se un personaggio è interessante o trito? Se i tuoi giri di frase hanno la forza che avresti voluto dargli?
O molto più semplicemente: come fai a sapere se è buono quello che hai scritto o fa cagare se non sai neanche cosa ti piace? Insomma, non-lettori ma aspiranti scrittori: studiate (piacevolmente) la concorrenza. Così svilupperete spirito critico e capirete cosa cercano le case editrici oggi in Italia. E soprattutto: anche se vi piace un particolare genere narrativo, non fossilizzatevi. Variare è fondamentale per approfondire linguaggio e ritmo.

Non vi sto dicendo di spegnere il pc e lanciarvi a comprare Proust, però se vi piace il giallo, non vi siete mai persi una puntata della signora Fletcher, iniziate sì a leggere da Nesbo alla Christie, senza dimenticare quell'ottimo cesellatore che è Carofiglio, ma lasciatevi vagare anche in altri territori. Ridete amaramente con "Il mondo deve sapere" della Murgia o lanciatevi, perché no, anche in un Fabio Volo. Insomma, cose che vi piacciano ma tocchino generi diversi.

Non credete di averne bisogno? Andate nel vostro romanzo e contate con gli strumenti di word quante volte avete usato il sostantivo "cosa", e poi ne riparliamo!
Juls
Arrivare in tempo per prendere un treno e non riuscire a salire perché è troppo pieno.
Mi sembra la metafora della vita di oggi. A voi no? Della mia almeno.

Ma non sono queste le misure che non tornano. È che ho passato la giornata cercando di far quadrare misure di pagine di pdf e c'è stato sempre quel qualcosa in altezza o larghezza che non tornava, acciderbolina!
Ci sono quelle giornate così, in cui c'è sempre un intoppo. Tipo, "arrivo a casa mezz'ora prima" e il treno è pieno e non riesci a salire, "lavoro da Vercelli a Milano" e il treno è ... pieno. E stai in piedi.


Days like these insomma. Niente di eccitante da raccontare, però. A parte che dopo venerdì, dopo LibrInnovando, io sono proiettata verso altri lidi, oggi ho fatto un sacco di fatica a non arrivare in ufficio e dichiarare "ok ora dieci minuti di confronto serrato su questi fantastici temi!".
Per altro non avrei altri che i miei colleghi per confrontarmi su queste cose. Ma sono discorsi riservati alle pause pranzo, I fear. Come posso pretendere che tutto si fermi per ascoltare la sottoscritta? E nel contempo come faccio a spiegare ai miei amici che forse il futuro dei libri per bambini è davvero nelle app interattive?


Ma veniamo a Librinnovando
Va premesso che non ero mai stata ad un evento interamente dedicato all'editoria digitale. E potrete ben capire, essendo quello l'argomento della mia fu prima tesi ("fu" perché il contratto del mio relatore non fu rinnovato e la sottoscritta ha cambiato metà) l'entusiasmo non era poco. È bastato lo schermo-tweet wall per andare in estasi. E il fatto che un po' il filone della giornata è stato quello, saggio, che appoggio da tempo. Ovvero "ok amiamo tanto il libro di carta tradizionale e la comunicazione tramite giornali, ma solo per questo non dobbiamo scoprire e provare quello che i offre il futuro? Vediamo, prima di gridare al demonio o arroccarsi su posizioni a un estremo o all'altro. Vediamo quel che si può realizzare.
La giornata ha coperto molt argomenti a me molto cari: social reading, ebook 3 o app, l'uso dei social media nella comunicazione, quello che si sta facendo e si potrebbe fare, il ruolo dei blogger come fari nell'oceano delle migliaia di nuove uscite che ci sommergono ogni anno, il ruolo dell'autore, che in Italia cambia MOLTO più lentamente, il self-publishing (gioie e dolori!) e molto molto altro. Non credo di riuscire a riassumere tutto, soprattutto visto che sto completando questo post a distanza di due mesi, ma credo anche che la sintesi migliore sia... Andateci, a questi eventi. Anche se pensate che il digitale sia un abominio, è nel nostro futuro. E per quanto possiamo saperne, non sarà mai come sentire le esperienze diverse degli operatori del settore.
A esempio, sapevate che i bambini imparano la favola dei tre porcellini con una app interattiva? Meglio mamma che legge e fa le voci? Ovvio! Però volete mettere rispetto a un cartone animato?
E soprattutto... Secondo voi che se ne faranno i bambini di oggi, una volta cresciuti, dei libri cartacei?
L'idea di perdere la carta mi fa impazzire, ma non per questo devo fare il gioco delle tre scimiette...

Let's think about it!








La canzone del giorno... "Don't stop believin'".
Ebbene sì, sono una patita di Glee. Una stagista pendolare deve pur sorridere una volta a settimana!











Juls
Ho deciso, per riempire i giorni che ci separano dalla fine di questo blog (magari tornerò a fare la pendolare ma, ahimé, la stagista è proprio impossibile. A meno che torni all'università... Il che vedo alquanto improbabile) allietandovi con dieci regolette utili per coloro che hanno o progettano un manoscritto nel cassetto.
Ovviamente si tratta di cose, all'apparenza anche banali, che ho imparato durante la mia esperienza sia in casa editrice che come editor e lettrice freelance. Per dare una mano a chi ci vuole provare, ma anche nella speranza che certe castronerie la gente inizi a evitarle.

È necessaria però una piccola premessa, lo svelamento di un segreto di pulcinella.
Molta gente pensa che nelle case editrici ci siano plotoni di persone assunte solo per leggere libri. Ebbene mi duole deludervi: non è così (tranne forse nella grande M, ma non sono sicura), almeno non in Italia. Ci sono professionisti, gli editor, che valutano i testi e con l'autore ci lavorano. Ma in molte case editrici medio-piccole sono anche redattori, quindi il tempo dedicato alla lettura è davvero esiguo.
Non solo: anche nelle case editrici piccole arrivano ogni giorno decine di titoli. Figuratevi quelle medio-grandi. E questi gli invii spontanei. Aggiungetevi gli invii da agenzie letterarie e, se la casa editrice pubblica stranieri, quelli da scout. Queste due categorie hanno ovvia priorità di solito, per un semplice fatto: qualcuno ha già effettuato una selezione. Ci sono dei lettori professionisti, certo. Ma poiché costano si danno di solito loro cose già scremate, ergo a cui si è potuto dedicare almeno un po' di tempo.

Questo per dirvi di evitare le lamentale tipiche di moltissimi aspiranti scrittori "ci mettono troppo, le case editrici sono cattive, non mi capiscono, etc etc etc".
E cercare piuttosto di seguire il buon senso, e questo piccolo decalogo che vi offro.

Ovviamente non posso offrirvi alcuna certezza, solo la speranza di avere qualche chance in più che qualcuno dia uno sguardo al vostro creaturo.
Juls
Ieri ho provato a scrivere, ho pure iniziato, ma ero stanca e demotivata. Avevo grandi aspettative per questo progetto ma non mi sembra di essere utile a nessuno.
Così ho pensato: da lunedì si cambia.
Farò una tabella per voci, così da darvi le info essenziali ben visibili e poi decidete voi se leggere anche i miei deliri.
Non sono di quelli che pensano di diventare famosi con un blog, ma anche occupare spazio per far riecheggiare la mia voce ... Non fa molto per me, ecco.

Anche il mio capo deve aver pensato che ci voleva qualcosa di nuovo, perché da lunedì cambiamo un po' organizzazione.
E inoltre oggi... Ho fatto qualcosa di decisamente nuovo, che mi ha mandata nel panico. Decisamente. Ho dovuto fare una grafica (e fin qui...) e la struttura HTML con css della corrispettiva pagina web. Sì, io l'html lo conosco. E sì css base ai tempi dell'amato css1 lo conoscevo e ammetto di averlo scritto sul cv dell'html ... Ma oggi mi sono accorta che se qualche anno fa pagina bianca e scrivevo, oggi... Vuoto. Panico. Vuoto. E ho preso 32 con un sito web a un esame di informatica tenuto presso il dip di informatica con un sito in HTML con css e div. Mi odio. Era una delle mie occasioni per aiutare un po' Dave e ho toppato.
Ovviamente ho in borsa un librone suo css. Per l'html ripasso sulla Bibbia html.it ... Però non è che il week end sia come dire... Privo di impegni. Ho già rinunciato a partecipare al bellissimo festival culturale Collisioni che parte oggi a Novello, nelle Langhe, per il terzo anno.

Avrei tanto alto da dirvi, anche sul bellissimo pomeriggio a comporre mail in ufficio stampa ma sono fradicia per il diluvio che si è abbattuto su Milano e devo lavorare...

Buon fine settimana!
Juls
Avete compiuto il vostro dovere civico tra ieri e oggi, cari lettori? Io non ero entusiasta, ma ho staccato dalla domenica lavorativa per farlo. Non ero entusiasta soprattutto dell'età media. Possibile che non ci siano trentenni in gamba da candidare? Ma soprattutto davvero non capisco perché a 70 anni sono ancora lì alcuni. Perché io sinceramente a quell'età spero di essere a casa coi nipoti, le mie cucciolate di cani presi dal canile e i filari di limoni e le piante aromatiche, a scrivere talvolta e fare editing se ritengo che ne valga la pena... Ma soprattutto godermela. E diciamocelo ragazzi, o uno ha manie di grandezza, o fa demagogia (che è MOLTO facile) oppure la politica vera è un sacco fatica, e a 70 anni se ho le energie fisiche e mentali richieste (difficile) preferisco francamente impegnarle altrove. Anche perché io a prendere decisioni difficili anche per gli altri mica son brava, preferisco di gran lunga cercare di star bene, e quindi sarei una pessima politica. Pure perché son poco brava a misurare la mia vita costantemente sul "bianco e nero", come si fa in Italia oggi, e quindi a livello propaganda, zero. E poi, benché se mi metto qualcosa di recitazione ne so fare, la faccia di tolla a dire certe cavolate proprio non ce l'ho.

Votare mi ha fatto pensare a questo. E anche un po' un libro sul G8 che esce mercoledì e di cui non son riuscita a discutere con un mio collega. La visione unica non fa per me, anche se poi, certo, posizioni e idee ne ho. Ma preferisco chi mi dà strumenti per farmele e non chi disegna già i buoni con l'aureola e i cattivo con le corna. Ovviamente qualcuno di buono c'è e pure di cattivo ... Ma a meno che la categoria sia "serial killer" ci credo poco alle categorie.

Al lavoro sto litigando con la macchina da montaggio. Litigando FURIOSAMENTE al punto che ho chiesto se non potevo usare Windows Movie maker, e chi lo conosce sa a che livelli deve stare qualcuno per scambiare première pro con Movie maker. Ma la malefica macchina mi odia, e non ho ancora renderizzato il montato di venerdì.
Oggi ho chiesto in prestito un libro sugli ePub...quando avrò tempo di leggerlo, mistero.

Sempre a pranzo da Princi. Adoro sempre di più quel posto (fa anche dei super panini a 5 euro o meno) e le ragazze dell'Ufficio Stampa in cui vado. Sono davvero carinissime e oggi mi hanno spiegato alcuni segreti di bon ton di casa editrice.

Ho capito solo oggi di essere stata cretina. Avrei dovuto usare il Salone come momento-distribuisci cv. Ma nada. Ho preferito godermi i momenti liberi. Forse non mi rendo ben conto che la prima metà sta per finire.
Juls
... da un libro su cui ho lavorato oggi. Giuseppe Caliceti, "Italiani, per esempio" (e mi sono appena sputtanata la segretezza e l'alone di mistero sulla casa editrice... ma tanto nessuno legge questo blog :D). Dizionario che un maestro ha collezionato con definizioni di suoi allievi di nazionalità non italiana o con genitori di nazionalità non italiana. Eccone due che mi hanno colpito molto e volevo condividere con voi:



ITALIA. L’Italia per me è come una casa. Ha il clima abbastanza caldo, solo che sulle Alpi non ha messo il riscaldamento. È una casa pulita, ma in alcune stanze e in cantina c’è disordine e sporcizia. Nella casa ci abitano persone un po’ gentili e un po’ meno. I pavimenti di questa casa li lava l’acqua del mare.

(Tasneem, 10 anni, Pakistan)

ITALIA POLITICA. In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l’altro re è il Papa. Berlusconi comanda l’Italia, il Papa comanda gli italiani. (Lili, 9 anni, Cina)


Juls
E rieccomi in una stazione. Mantova, per una volta. Potrei scrivere un romanzo sulle stazioni della mia vita, ed uno sulle coinquiline. Il treno per Milano ha già dieci minuti di ritardo e io aspetto. In qualche modo, anche se il minimo ritardo mi farà ritardare di un'ora l'arrivo a casa e il conseguente agognato sonno. Sono in maniche corte, c'è il sole, gli scout seduti a terra e nessuna confusione. Potrei vivere così, penso. E poi Mantova è un posto per chi come me scrive meglio in giro, e la pace e la suggestività sono essenziali. Mi sembra quasi impossibile che non si sia scrittori a Mantova.

Sono stati due bei giorni. Citazionisti e conquistatori a parte, erano tutti ragazzi alla mano, con una passione. Diversi, diversissimi, ma qualcosa c'era. Mi manca quel qualcosa.

Stamattina, lezione con due agenti letterarie che hanno iniziato lavorando nella famosa ali, agenzia letteraria internazionale... Che ci hanno confermato che difficilmente le cose di reale valore sfuggono... Ieri invece lezione con un editor e/o, che mi ha un sacco ricordato Davide Longo (avrò troppa nostalgia?) e che ci ha dato qualche dritta anche su come lavorare nel mondo dell'editoria. Parlando di come fa l'editor mi è sembrato un sacco affine a me e in qualche modo vicino alle mie possibili capacità... Più di Giorgio Vasta o Evelina Santangelo che, ahimè, rimangono sempre vette irraggiungibili. Ci hanno pure detto, le agenti letterarie, che gli editor veramente bravi sono pochi ... Questo mi dà qualche speranza, giusto?
Infine, lezione col redattore del Domenicale de "Il sole 24 ore" che ci ha illustrato lo stato dell'editoria italiana in cifre ... A parte gli inganni dei contratti di edizione non sono state cose sconvolgentemente nuove, ma mi mancavano. E un punto della situazione aiuta sempre.

Ho passato due giorni fissando un mio compagno e non capendo perchè. Poi mi sono resa conto che era Dani'El, uno dei miei personaggi di più vecchia data.
Causa sonno non ho rivisto molta Mantova. Conto sulla settimana prossima.
Ma voi lo sapevate che il Ministero della Pubblica Istruzione ha tolto fondi alle scuole per darli allo sviluppo di un lettore ebook? E indovinate chi dovrebbe svilupparlo? Ebbene sì, la casa editrice del nostro presidente del consiglio (mi rifiuto di scriverlo maiuscolo). Che poi li venderà a tutti i ragazzini che non avranno più i sussidiari.. No comment.
Juls
Sono brilla.
Non sbronza, solo quel piacevolmente alticcio che non mi fa mandare a fan culo tutto. Sto anche ballicchiando seduta in treno, il che dovrebbe dirvi qualcosa oltre al fatto che i miei colleghi sono molto più carini al pub che al lavoro.
Ah e ieri non ho scritto perchè ero stanca, petulante e avevo finito la copertura della flat. Oggi mi sono proposta per risistemare i libri. Sono pazza? Brilla forse. E poi più figo che note note note. Ah oggi mi hanno fatto cambiare status a dei ticket nel tracker. Che voi non avete idea di cosa sia ma vabbè. Ah e sono stata cazziata perchè avevo le cuffie e non ho risposto prontamente al capo (che per quelli che conoscono la mia sordità sanno che non è strano anche senza cuffie) ... Comunque prima della cazziata ho ascoltato Elena Varvello che mi manca davvero da impazzire (perchè non mi sono mai registrata le lezioni alla Holden? Perchè???) e Gianrico Carofiglio che voglio sposare e pure Sepulveda che anche se era tradotto da una tipa diceva cose spettacolari.

Stamattina in aggiunta alla folla e ad una carrozza del treno non funzionante (era il vivalto quindi manco si entrava) e ad una con le porte non funzionanti, nella carrozza in cui a Novara son riuscita a sedermi indovinate? La porta ha fischiato per tutto il tempo. E soprattutto quando eravamo ancora per metà fuori il capotreno ha fischiato e le porte si stavano chiudendo... Per fortuna dei fanciulli muscolosi le hanno bloccate!

Sarebbe bello fare una raccolta di tutte le disavventure dei pendolari e tirarci fuori qualcosa, tipo un volume di elenchi alternati a racconti... E ancora troppo brilla per pensare ad altro.

Però sono stata selezionata con un racconto per due week end di cantiere letterario a mantova!
I love Mantova

Buona Festa dellUnità d'Italia!!!!
Juls
Oggi è stata una giornata così, un po' piatta, come la banchina della stazione lo è ora. Ben inteso, non è vuota, come non lo è stata la giornata... È semplicemente svuotata rispetto a quello che è di solito. La giornata pure, niente ansie, nessuna tensione o sgridata. Non particolari almeno. E io ho fatto note e note e ancora note. Oggi ho scoperto che ascoltare i podcast che di solito mi fa abbioccare in treno con quel lavoro ripetitivo mi aiuta a non farmi calare la palpebra. Sono rimasta un po' delusa da Erri De Luca tra l'altro, che era tutto piccato contro gli atei che non rispettano secondo lui i credenti considerandoli dei deboli... Io di atei così non ne conosco, tutt'al più preoccupati verso l'estremismo, quello sempre. Anche quando si tratta di fede negli oroscopi ;)
La mia compagna di pranzi era ancora via per cui ho pranzato in ufficio: ho spalancato le finestre e liberato la "mia" scrivania (è quasi un blocco unico a u, quello delle nostre scrivanie... E no, non ci sono divisori) dalla cianfrusaglia non mia. È stato piacevole ma non vedo l'ora di poter portare il mio pranzo al sacco su una panchina, magari di piazza della Scala. Se riesco voglio uscire un giorno in pausa pranzo: ho letto su internet di un certo Albert o Alfred Coffee in cui c'è caffè americano da portar via e non dovrebbe essere troppo lontano: via degli orefici. Il mio iPhone dice che ci vogliono 9 minuti, speriamo! Con le nuove macchinette il caffè dell'ufficio fa ancora più schifo...

In altre news, mi sono portata dietro gli appunti per due romanzi, ma mi chiedo se saró mai non esausta per scriverli. Non scrivo sul serio da ... Oddio, quasi nove mesi.
Juls



Juls
Eh sì, stasera la situazione del treno è tragica. Come potrete vedere dalle foto che posterò non solo è strapieno, ma non c'è la luce. Però ci sono quattro carrozze di prima classe. Non ho più molte parole nei confronti di Trenitalia. O ferrovie dello stato. O in qualunque modo preciso si facciano chiamare ora.
Oggi sveglia 5.40. La metro a Milano chiudeva alle 8.45 e quindi treno prima, però almeno sono riuscita anche ad uscire prima e, dopo 2 metro talmente piene che non ci si entrava a prenderne una e giungere in stazione. È bello prendersela con calma al mattino, fermarsi a prendere un caffè in una piazza duomo decisamente più vuota del solito, arrivare in ufficio prima di tutti eccetto il capo...non fosse che non sopravviverei molto a prendere il treno prima, li farei.
Il lavoro inizia a farsi pressante anche se per ora equivalgo ancora ad una manovale ed oggi a forza di fare link interne alle note a fine libro di saggi mi si attorcigliavano gli occhi, non ne manca decisamente. Inizio ad essere un po' delusa da quello che faccio anche se ho speranze per il futuro.
Oggi al boccione dell'acqua una signora di un altro ufficio mi ha chiesto come stesse andando. Io tra le varie cose le ho detto che mi rendevo conto di fare ancora molti pasticci e sapete lei che mi ha candidamente risposto? Di non preoccuparmi tanto è uno stage mica una previsione di assunzione... Eh. Ogni volta che un discorso così viene fatto mi rendo conto che un'irrazionale parte di me ha delle speranze anche se so che non ce ne sono dopo 10 mesi di ricerca lavoro il tutto mi pesa. Quanto a lungo si può stare senza lavorare senza sentirsi inutili?

Vorrei proprio avere un colloquio con voi lettori. Ma non ho lettori perciò...

Domani forse faccio una cosa rivoluzionaria: vado al cinema! È una vita e io sono seriamente in crisi di astinenza. Dovrò lavorare di notte per farlo e svegliarmi prestissimo sia domani che domenica ma pace. Dopo la giornataccia di ieri mi sono resa conto che se ogni tanto non sfiato finirò per uscire di testa.

Buon fine settimana a tutti coloro che si trovassero accidentalmente in ascolto!
Juls
Oggi non me la sento di scrivere nulla. C'era un poveraccio steso a terra in stazione e dei ragazzi attorno che francamente non voglio sapere che facessero. So solo che quando ho trovato la guardia se ne stava andando in un'altra direzione con quelli dell'ambulanza nonostante ci fossero diverse ragazze arrivate lí a dirglielo prima di me. Alla fine l'ha raggiunto e uno dei ragazzi che io avevo visto praticamente con le mani al collo del vecchio fingeva di aiutarlo... Da quando abbiamo tutti così paura, io per prima, da scordare l'umana solidarietà?
Juls
Quale mestiere? Quello di stagista-tirocinante, ovviamente. Aggiungo anche tirocinante perchè lo sono stata, e più o meno è successa la stessa cosa. Non sei un dipendente, non lo sarai mai, ma arriva un momento, all'incirca dopo dieci giorni, in cui non sei più la persona da istruire e se sbagli, rallenti, fai troppe domande. Quel momento, che speravo di rimandare alla prossima settimana, è arrivato oggi. E mentre sto sul treno fermo così tanto per tra centrale e rho fiera non posso fare a meno di chiedermi come fare ad essere più efficiente e veloce domani. Capita a tutti gli stagisti? O solo a me?
Chi mi conosce sa che il mio sogno è diventare editor, un giorno. Brava come gli editor che tanto ammiro (evito di fare la fangirl in questo spazio ... Per ora ;) ). Però non posso far a meno di pensare che se mi tenessero in ufficio web sarebbe stupendo... E che ogni lentezza, errore, risposta sbagliata alle domande in informatichese è un punto in meno per la sottoscritta e qualsivoglia futuro.

Tra l'altro mi sono scoperta oggi essere una di quelle persone fastidiose che intralciano perchè stanno al cellulare... Non avevo mai considerato che chi lo fa volesse solo sbrigare tutta la corrispondenza elettronica tra l'ufficio e casa. E poi chiudere tutto e riposarsi.
Oggi i miei colleghi mi hanno amichevolmente presa in giro perchè non sono andata a bere con loro .... L'ho menata col riposo perché non volevo dirgli che la sera lavoro. Da casa ma pur sempre... Tornassi anche a casa alle 21.30 o 22.30 non so come mi tirerei su al mattino *sigh*
Mi manca uscire con la gente, bere, rilassarsi e sparare cazzate. Non dovrebbe essere così la vita dello stagista?

Domanda importantissima per chi si muove in Milano ... Venerdì c'è uno sciopero cobas ATM, quanto funziona la metro? Il servizio è garantito solo fino alle 9 meno un quarto e sono un po' preoccupata...

Oggi, foto di affollamento al binario per l'arrivo del treno!

Juls
La foto del giorno. Mimosa in metro e treno, mi sembrava perfetta :) ma non è finita! Grazie a due cari amici ho goduto di un signor pranzo per una volta!

Arigatou, se non sbaglio, vicino a Repubblica. 13 euro menù pranzo e mangi fino a sfondarti :)
Juls
Volevo iniziare con un discorso molto poetico. Però sono un attimo inquietata, che ho appena incrociato un mio compagno del liceo a cui stanotte, in sogno,avevo detto che facevo avanti indietro tutti i giorni come lui durante un inquietante sogno su una rimpatriata di classe...certo l'avevo incrociato un mese e mezzo fa una mattina in cui non si trovava posto in treno, but still...
Il titolo di questo post,vi chiederete, che c'entra con l'8 marzo? Tranquilli non ho visioni, non ho scambiato le date e non penso sua il 25 aprile...molti non lo sanno ma prima di essere la canzone dei partigiani "Bella ciao" era la canzone delle mondine. E vorrei dedicare questa giornata a quelle donne che hanno passato la giovinezza a farsi sfruttare nei campi e grazie alle quali noi abbiamo avuto tanto di più.
Non impazzisco per questa data (a parte per la mimosa il cui profumo adoro) perchè non penso la donna debba essere festeggiata in un giorno speciale. E quegli uomini di nuova generazione, che con loro dividono doveri domestici e impegno con i figli? Dovrebbe essere, l'8 marzo come il 25 aprile, la festa in cui si ricordano le donne sfruttate, la loro lotta per i pari diritti e un momento in cui si fa il punto e ci si chiede cosa ancora non torna, e cosa possiamo fare.

In altre news, domani dovrebbe essere su il primo video fatto per metà da me. Niente di che, era un'intervista frontale, ma comunque ne sono contenta.

Una cosa inquietante successa oggi...mi ricordavo perfettamente i titoli del "L'isola del tesoro" sentita leggere ormai più di dieci anni orsono dal mio soporifero prof di italiano delle medie. La subliminalità in stato di quasi sonno funziona!
Un consiglio banale per i fellow pendolari: in stazione no alle macchinette, si al discount vicino all'ingresso della metro!
Juls
Oggi ho lavorato. Beh niente di sconvolgente visto che fare ebook in PDF è banale e per altro ho messo due vid sul canale youtube e pulito un'intervista ad un'autrice dei suoi errori ma dopo giorni di fare l'anatroccolo che segue mamma anatra come la sua ombra è una bella soddisfazione.
Stamattina la mia prima riunione. E ho capito che da un certo punto di vista prendono la dicitura "stagista" abbastanza alla lettera, per in quanto tale non possono farmi prendere alcun tipo di responsabilità. Sei mesi a far rivedere quello che faccio è un'idea un po' frustrante ma nel contempo rassicurante. Non so se rendo l'idea.
Oggi per la prima volta ho ammesso a me stessa che qualche aspetto positivo del vivere a casa c'è... mentre mangiavo il cous cous della mamma era abbastanza innegabile! Sarebbe impossibile per me tra un lavoro e l'altro e il viaggio farmi più che panini ... A meno che quelli del Trivulzio non abbiano qualche altro appartamento in centro a Milano a cento euro al mese per la sottoscritta!

Provo a lavorare finchè il piccolo ha batteria. Avrei voluto vedermi la prima puntata di Camelot ma potrebbe morire...qualcuno ha già visto? Eva Green come Morgana promette bene ma vorrei evitare di farmi venire l'orticaria come con Merlin ...

E la foto del giorno... la fiumana di gente in metro!

Juls
E' durata meno di un minuto. Ma mi ha fatto strano salire sul treno e trovarlo vuoto. Perciò...

Juls
Mentre il treno si appresta a partire faccio fatica a credere che la settimana sia finita.
Ma quanto è bello iniziare la mattinata col treno in orario, senza ansie di ritardo e potendosi permettere di passare a prendere un caffè americano da portar via? Mi sono sentita molto american stamattina. Ma senza ansie.
La giornata è proseguita bene, il più giovane dei miei colleghi (ha due anni in meno di me... E no, lui non è più stagista. Ed è davvero in gamba ;.;) mi ha insegnato cose quasi tutto il giorno, mi ha mostrato come montano (se non fosse uscita la cs5, la cs4 pro è praticamente dio) e come realizzano gli ebook in PDF. Sono stata produttiva! Molto poco, ma lo sono stata... Ho realizzato il mio primo ebook e corretto le bozze di due in ePub. Ovviamente li rivedranno, ma è una bella soddisfazione :) mi hanno già detto che se lunedì proseguo bene mi metteranno sotto che non so se sia un bene od un male.
Essendo arrivata relativamente resto per far qualcosa il boss mi ha detto di farmi venire in mente qualcosa per la pagina facebook della casa editrice. Però poi silenzio sulla mail che gli ho mandato con le proposte...
Secondo voi quando uno stagista deve osare? Soprattutto all'inizio, quando non può davvero valutare l'intelligenza delle sue proposte. Meglio osare o evitare di passare per deficienti?

Visto che ero in anticipo per il treno delle 19.15 sono andata un libreria in stazione. Ma il libro di Elena Varvello che tanto agognavo costa 18 euro :( non voglio dover aspettare che esca in tascabile (anche perchè diciamocelo i tascabili fandango si sfasciano a guardarli). Proverò a mandare mia madre al salone del libro il lunedì che fan i libri a metà *sigh*

Vi auguro un buon fine settimana. Io ... Lavorerò. I miei altri lavori aspettano.
Niente riposo per li stagista non retribuito!